23.07.2012
I carabinieri del Nas di Foggia hanno sequestrato 26mila uova prive di marchiatura e quasi 8 mila imballaggi
Il 21 luglio i carabinieri del NAS hanno posto sotto sequestro e poi distrutto qualcosa come 26mila uova che hanno ritrovato all’interno di un capannone industriale sito nella provincia di Foggia. Le uova non presentavano una marchiatura identificativa e non erano presenti dati attendibili sulla filiera: per questo motivo i militari le hanno dichiarate pericolose per la salute pubblica e hanno proceduto alla loro distruzione.
Inoltre la struttura in cui è avvenuto il rilevamento era abusiva e del tutto inadeguata all’attività che vi veniva svolta. Sono stati inoltre sequestrati 8mila imballaggi, l’attrezzatura utilizzata per il confezionamento e per l’applicazione delle false etichette. Senza l’intervento del Nucleo Anti Sofisticazione tutte le uova sarebbero state distribuite a negozi e mercati della zona foggiana per essere poi rivendute al pubblico.
E’ importante ricordare che la legge italiana prevede che le uova di gallina abbiano un sistema di etichettatura con un codice il cui primo numero indichi il tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), di seguito la sigla dello Stato in cui l’uovo è stato deposto (es. IT), le indicazioni del codice Istat del Comune, la sigla della Provincia e quindi il codice distintivo dell’allevatore.
Inoltre si deve specificare se l’uovo è previsto il consumo umano o per quello industriale, il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S).