05.06.2012
L’Ampi, grande, punto di riferimento della pasticceria italiana
Da gruppo estremamente elitario e numericamente ristretto a vero, grande, punto di riferimento della pasticceria italiana.
L’Ampi – Accademia Maestri Pasticceri Italiani – ha saputo crescere in modo intelligente, adattandosi alle modificazioni del mercato e alle esigenze che da esso provengono senza perdere mai di vista gli obiettivi alla base della sua fondazione.
Prossima all’importante traguardo dei vent’anni di attività l’Accademia continua nel suo duro percorso di raggruppare le eccellenze della pasticceria italiana promuovendo la cultura dell’arte dolce di qualità sia nel ristretto mondo del professionisti sia sul mercato consumer.
In questo sta il grande merito del percorso compiuto in questi due decenni: impegnarsi, fare cultura dentro e fuori il settore, coprire l’intera filiera, informare gli operatori ed educare i consumatori a riconoscere i prodotti di qualità.
Gli appuntamenti clou nella vita di Accademia sono tradizionalmente due: il Simposio pubblico in autunno, dal grande risalto mediatico con l’apertura la pubblico, e il Simposio Tecnico di primavera, deputato principalmente agli esami per i candidati ad entrare a far parte dell’associazione.
Un Simposio a cinque stelle
Cosa significa essere un Maestro Ampi? Pur con le differenze tipiche del carattere di ognuno, tutti gli Accademici concordano su una e una sola risposta: “Il senso di appartenenza”. Appartenenza a un gruppo di professionisti che hanno volontariamente deciso di percorre una strada fatta di ricerca costante della qualità e che su questo tema comune si confrontano continuamente. Ognuno lo fa a suo modo, inevitabilmente influenzato dal territorio in cui vive e in cui opera ma l’obiettivo rimane quello. Ed il bello di assistere ai Simposi risiede proprio nell’assistere agli scambi di opinione, alle tematiche tecniche, nell’apporto del singolo a favore del gruppo.
Quest’anno il Simposio tecnico è brillato per ben sei nuovi ingressi.
Il numero degli accademici cresce di anno in anno, segno tangibile del successo e del ruolo ormai riconosciuto dell’associazione.
Il segno più positivo arriva dalla candidatura di quattro professionisti già affermati, abituati ai concorsi internazionali, con attività ben avviate e una propria identità chiaramente delineata: Diego Crosara, Davide Malizia, Gianluca Fusto, Ernst Knam. Ammissioni che gettano una nuova luce sul ruolo di Ampi, non solo punto di partenza ma punto di arrivo, meta a cui tendono anche professionisti che vedono nell’ingresso in Accademia da un lato un ulteriore traguardo e dall’altro una reale occasioni di crescita. Crediamo che questo sia il dato maggiormente positivo di questa edizione del Simposio. Come ogni Associazione anche Accademia ha necessità di continui nuovi apporti e più questi sono variegati e di qualità e più la crescita sarà assicurata.
Il panorama attuale vede professionisti eterogenei tra loro per provenienza e professione, l’età media si sta abbassando (altro dato positivo), le esperienze si sommano. Insomma il futuro appare quantomeno roseo. E di questi tempi ce n’è un gran bisogno.