11.07.2012
Da oggi, Salvatore De Riso è online su Reed Gourmet! ricette, intervista e laboratorio
Salvatore – o meglio Sal come lo chiamano tutti – è un volto noto della televisione, complice quel viso che fa subito simpatia e una capacità comunicativa fuori dal comune. Ma è anche – e soprattutto – un grande pasticcere. Fatto fondamentale che rischia di passare in secondo piano rispetto alle trasmissioni televisive, i libri che vendono decine di migliaia di copie, la produzione che prosegue a ritmo serrato, le forniture in molte parti del mondo.
All’estero chi fa grandi numeri è visto come esempio di successo e di grande capacità tecnica. Da noi le cose seguono percorsi
differenti, ma tant’è.
Eppure Salvatore De Riso è riuscito dove molti hanno fallito: raggiungere i numeri dell’industria mantenendosi artigiano nel senso più nobile del termine. Artigiano negli ingredienti, nel modo di intendere le lavorazioni, nella cura delle preparazioni, nella genialità delle ricette.
Solo che lui – che l’imprenditoria ce l’ha nel sangue – ha saputo fare quel salto mentale e operativo così difficile da compiere senza perdere la propria radice professionale. Il risultato sono dolci non buoni ma “buoni buoni”. E non è proprio questa la loro finalità? Il fatto che ce se ne dimentichi spesso non significa che sia giusto. Salvatore De Riso, invece, lavora giorno dopo giorno solo per questo: fare dolci buoni. Poi, nel suo caso, ne fa tanti e li spedisce in Italia e all’estero. Anche se non ama dire cifre basta entrare nel suo laboratorio di Tramonti per rendersi conto di quale sia il giro d’affari della “Sal De Riso”.
Il percorso che lo ha portato a raggiungere questi risultati parte da lontano e quando lo racconta gli si inumidiscono un po’ gli occhi. Ma il bello di Sal è anche questo.