Polizze assicurative su mutui e prestiti, 90 giorni per intervenire

Gli organi di amministrazione delle società di assicurazione hanno 90 giorni per poter presentare alle authority competenti (Ivass e Bankitalia) un piano che contenga l’elenco e il dettaglio degli interventi necessari per poter adeguare le polizze abbinate ai prestiti e ai mutui, la loro distribuzione e le modalità di esecuzione.

Quanto sopra è quanto si legge, in maniera piuttosto chiara e perentoria, nella lettera congiunta che l’Ivass e la Banca d’Italia hanno inviato alle imprese e agli intermediari assicurativi (ivi comprese le banche) e con la quale si domanda di migliorare la tutela dei consumatori, garantendo una maggiore trasparenza nei processi di vendita dei prodotti c.d. “Ppi” (Payment Protection Insurance, ovvero le polizze di assicurazione sui prestiti o mutui).

L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso avviato il 5 giugno, giorno dell’incontro tra Ivass, Bankitalia e i rappresentanti delle principali associazioni dei consumatori, delle banche e delle società finanziarie, al fine di discutere delle criticità che sono state da tempo rilevate nella produzione e nella distribuzione di questa tipologia di polizze, e tenendo altresì in debita considerazione le osservazioni giunte successivamente ai due organismi da parte degli operatori di mercato.

In particolare, Ivass e Bankitalia hanno domandato alle imprese e agli intermediari assicurativi di adottare nel più breve tempo possibile le azioni finalizzate al superamento definitivo delle criticità emerse, tenendo conto delle indicazioni che provengono anche dagli organismi internazionali. Il documento inviato ai soggetti interessati contiene inoltre alcune indicazioni con l’obiettivo di garantire ai clienti i benefici promessi con la firma di tali contratti assicurativi, e che in molte ipotesi si sono invece rilevati aleatori.

Tra i punti maggiormente segnalati figurano certamente i costi eccessivi e – si legge nella lettera – “poco giustificati”, derivanti anche dalle elevate commissioni che la clientela deve pagare alle banche, e che spesso arrivano in alcuni casi a dimezzare i premi. Altro punto dolente è il fatto che spesso la vendita di questi prodotti avvenga in maniera sistematicamente abbinata al finanziamento oggetto della polizza.

Ancora, tra gli altri punti spicca il non riconoscimento delle coperture ex post per la mancanza di chiarimenti necessari all’atto della stipula del contratto, e la possibilità di riconoscere alla clientela il diritto di recesso entro 60 giorni e, contestualmente, il diritto di rimborso del premio.

E voi che ne pensate? Quante volte vi è stato proposto un prodotto assicurativo all’atto della stipula di un prestito o di un mutuo?

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