Nuova stretta Ivass sulle polizze mutui

L’Ivass continua la sua “battaglia” per una migliore trasparenza del comparto delle polizze mutui e, in tal senso, ha scelto di lanciare un’indagine che coinvolge tutte le compagnie assicurative, domandando alle stesse imprese la fornitura di informazioni dettagliate sul loro modo di operare in questo comparto, dai premi raccolti a tutte le caratteristiche delle polizze abbinate a mutui, e più in generale ai finanziamenti.

Lanciato il sasso, le imprese avranno ora 15 giorni di tempo (dal 15 al 30 ottobre) per fornire informazioni richieste, che vanno dal numero di assicurati all’entità delle provvigioni riconosciute alla rete di vendita, ai caricamenti impliciti ed espliciti. L’obiettivo dell’Ivass – ricordava il quotidiano MF qualche giorno fa – è avere un quadro aggiornato al 2014 considerando che l’ultimo rilievo complessivo di questo mercato risale ormai al 2010, quando i premi erano circa 2,5 miliardi.

Da quel momento in poi si è continuato a discutere di possibili strategie da adottare per migliorare il settore, ma i problemi non sono stati risolti. È anche per questo motivo che alla fine del mese di agosto Banca d’Italia e Ivass, in un intervento congiunto indirizzato a banche, assicurazioni e intermediari, hanno chiesto l’adozione di misure correttive con l’obiettivo di aumentare le tutele per il cliente.

Dunque, i tempi che le compagnie hanno a disposizione per superare le criticità emerse finora (dall’eccessiva standardizzazione dei prodotti al fatto che spesso le polizze prevedono tante esclusioni ai rimborsi e periodi di carenza) stanno stringendo. E considerato che i casi da affrontare sono numerosi (si va anche all’ipotesi di mancata o tardiva restituzione della parte del premio di polizza non goduto, in caso di estinzione anticipata del finanziamento), si ritiene possibile che la matassa da sbrogliare sia più folta del previsto.

Tra i casi su cui l’istituto ha acceso maggiormente i riflettori, anche la tendenza a vendite forzate, con le polizze mutui che, pur facoltative, sono invece frequentemente imposte dalla banca come condizione necessaria per accedere al finanziamento. In aggiunta a ciò, concludeva il quotidiano, sono state anche rilevate carenze nella verifica di adeguatezza delle polizze alle esigenze del cliente. Problemi ben noti, che l’Ivass spera di non dover più rievidenziare nel prossimo futuro. Ma per intraprendere nuove iniziative, l’Ivass desidera evidentemente avere in mano una mappatura puntale e aggiornata della situazione attuale. Ed ecco il perché della nuova mossa nei confronti delle compagnie assicurative e degli intermediari, evidentemente non così ligi come si sarebbe portati a ritenere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *