L’assicurazione sulla vita, la tua rendita per la pensione integrativa

L’assicurazione sulla vita per molti è l’equivalente di una pensione integrativa necessaria per affrontare il futuro, gli anni della pensione, quelli in cui in teoria, una persona smette di lavorare per dedicarsi ad altre attività a tempo pieno: quali ad esempio ginnastica della terza età, fare i nonni, rilassarci e sì, anche dedicandosi a qualche viaggio di tanto in tanto sempre se la salute ci accompagna. Come fare se le prospettive del futuro sono sempre più tristi? La risposta inevitabilmente arriva con la stipulazione, tal volta inevitabile, di una polizza sulla vita, che diventi la nostra pensione integrativa, in prospettiva di un futuro forse ancora lontano, da vivere senza troppe difficoltà economiche e permettersi qualche vizio in più.

Gli stipendi sono sempre gli stessi, in alcuni casi diminuiscono, e che cosa dire della lontana prospettiva di andare in pensione? L’età pensionistica si è alzata molto negli ultimi anni, complice anche uno stile di vita migliore rispetto al passato, oggi al raggiungimento dei sessant’anni si entra nel corso di una vita sociale attiva e anche la condizione di salute è spesso ottima; la singola persona, tranne alcune occasioni è ancora efficiente, autonoma e può vivere serenamente la sua età. In passato la maggior parte delle persone attendevano questo traguardo con grandi aspettative, finalmente cessava l’attività lavorativa e si entrava nel raggio pensionistico, nel corso del quale poter coltivare tanti hobby diversi. Oggi non è più così, tranne alcune occasioni, dipende dal settore in cui si opera, dagli anni versati delle famose marche pensionistiche e dal tipo di contratto in corso con l’ente o società preso la quale si presta la personale opera lavorativa, prima di andare in pensione bisogna attendere ancora qualche anno, e spesso l’assegno mensile non rispecchia i sacrifici sostenuti durante gli anni lavorativi.

Come funziona la pensione integrativa

Se ti stai chiedendo come funziona la pensione integrativa, la risposta è semplice, stipulando un contratto assicurativo sulla vita, puoi scegliere quale formula preferire, e al termine del contratto ricevere il capitale deciso in fase contrattuale o in alternativa, decidere di ricevere un indennizzo mensile dalla compagnia assicuratrice. In entrambi i casi, trattasi di un’entrata economica capace di aiutare e sostenere l’assicurato durante gli anni della pensione, un periodo che molti vedono con timore, in virtù di un’entrata inferiore rispetto allo stipendio del presente.

Prevedete di aprire un salvadanaio ipotetico dentro al quale, per qualche decennio, avrete inserito delle modiche cifre mensili, a scadenza potrete ricevere il frutto del vostro lungo sacrificio. Specifichiamo che non tutte le formule contrattuali della polizza sulla vita hanno la stessa finalità, per cui è bene leggere bene i contratti ed essere sicuri del contratto stilato; di fatti, ci sono alcuni casi con il contratto caso morte, con i quali i beneficiari dell’assicurazione ricevono il capitale solo in caso di morte dell’assicurato, e quest’ultimo non potrà a scadenza della stessa polizza, ricevere il capitale inerente all’investimento, proprio come clausola contrattuale. Trattasi quest’ultima di una formula preventiva atta a proteggere i famigliari nel caso si tratti di una famiglia monoreddito. Un aspetto positivo è la detrazione del 19% da un punto vi stia fiscale, un aspetto positivo da non trascurare.

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