Assicurazioni sanitarie: tante contestazioni… per nulla

Le assicurazioni sanitarie sono produttive di numerose contestazioni. Ma la maggior parte delle stesse contestazioni finisce nel nulla. Ad affermarlo è un Rapporto annuale condotto dall’Ania, dove si evidenzia come nel 2013, rispetto all’anno precedente, i sinistri sanitari siano scesi del 2,5%, ma siano aumentati del 3,8% i premi delle polizze.

Il numero dei sinistri nel 2013 ha dunque proseguito la tendenza calante già avviata nel corso del 2010, con un calo dell’11% nel periodo 2010 – 2013: nello specifico, tuttavia, l’Ania evidenzia come mentre “i sinistri relativi alle strutture sanitarie diminuiscono del 5,5%, quelli relativi alle polizze dei professionisti tornano nel 2013 ad aumentare del 2,4%, dopo tre anni consecutivi di riduzione”.

La stima dei premi del lavoro diretto italiano per il 2013 è stato pari a 564 milioni di euro, ripartiti nel 50% tra le polizze stipulate dalle strutture sanitarie e quelle sottoscritte dai professionisti sanitari. In ogni caso, è necessario altresì tenere in debita considerazione il fatto che la statistica non comprende i premi raccolti dalle imprese europee operanti in Italia in regime di libertà di prestazione dei servizi, e che rispetto all’anno precedente i premi sono in ogni caso aumentati del 3,8%.

“Vi ha contribuito essenzialmente l’aumento di oltre il 10% registrato dal volume premi relativo alle polizze dei professionisti, probabilmente anche a causa di una rivisitazione dei prezzi assicurativi resasi necessaria per il persistente disequilibrio economico del settore” – afferma ancora l’Ania.

Risulterebbe invece in leggera contrazione (- 2,1% rispetto a quanto era stato registrato nel corso del 2012) il premio complessivo relativo alle strutture sanitarie. Il tasso annuo di crescita dei premi complessivi nel decennio 2003 – 2013 è stato pari al 6,9%, di cui il 4,1% per le strutture sanitarie e il 10,9% per i professionisti.

Per quanto infine concerne la situazione del numero dei sinistri che la compagnia assicurativa chiude senza alcun seguito (cioè senza effettuare alcun pagamento, “se si esaminano le generazioni più mature (dal 1994 al 2003), mediamente oltre i due terzi dei sinistri denunciati alle compagnie, per il totale della r.c. medica, vengono chiusi senza seguito”. Più elevata è la percentuale per i sinistri relativi alle strutture sanitarie (70%), a causa di “fenomeni di duplicazione di denunce per lo stesso sinistro (che possono colpire ad esempio sia la struttura sia il personale medico coinvolto singolarmente) e che sono poi chiuse senza seguito dalla compagnia in quanto riconducibili ad un unico sinistro per l’impresa assicurativa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *