Assicurazione auto, verso la scatola nera obbligatoria?

Un emendamento al disegno di legge Concorrenza punta a prevedere l’obbligo di installare una scatola nera su ogni veicolo privato e pubblico. Una novità, recentemente approvata dalla commissione Industria del Senato, da approvarsi in Aula per poi tornare alla Camera, che potrebbe dunque permettere una ventata di novità nel mondo assicurativo, con conseguenti potenziali risparmi per le tasche degli assicurati italiani.

Dal momento dell’approvazione in Senato e alla Camera, infatti, il governo avrà 12 mesi di tempo per introdurre decreti legislativi che disciplineranno l’introduzione delle scatole nere obbligatorie per i veicoli che svolgono servizi pubblici e privati. E, forse, in futuro, l’introduzione obbligatoria per tutti.

La scatola nera è un dispositivo con GPS e accelerometro, capace di misurare la forza di un impatto e di registrare la posizione e la velocità di un mezzo di trasporto. In caso di furto o di un incidente, la presenza della scatola nera può essere utile per poter ottenere informazioni puntuali e oggettive che, altrimenti, non sarebbe possibile ottenere.

Stando alle intuizioni, in seguito all’introduzione della scatola nera la compagnia assicurativa dovrebbe essere indotta ad applicare degli sconti, stimati tra il 10% e il 20% del proprio premio. Le polizze contro il rischio di furto potrebbero invece costare anche il 50% in meno, sebbene il Codacons tema che gli sconti effettivi saranno poi minori. L’Ivass, Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha invece stabilito di proporre un regolamento per poter chiarire in che modo verranno applicati gli sconti e, con cadenza pari due anni, rinnoverà l’elenco delle province con il più alto tasso di incidenti.

Non tutti sembrano tuttavia convinti della validità di questa novità, che se da una parte potrebbe permettere un congruo risparmio nei premi di polizza, dall’altra parte potrebbe produrre conseguenze nocive per i danneggiati. Le associazioni di settore temono infatti conseguenze pregiudizievoli per le vittime degli incidenti, che dovranno esibire prove difficili da raccogliere, soprattutto nelle ipotesi in cui la scatola nera non funzionasse o fosse stata volontariamente manomessa. Inoltre, sottolineano i più critici, la norma pretende che le informazioni siano rese fruibili a tutte le parti coinvolte, ma senza esplicitare a dovere entro quali tempi, da chi e secondo quali modalità.

Insomma, un passo avanti piuttosto controverso, che nel corso dei prossimi mesi potrebbe essere “svelato” in alcuni dei suoi tratti distintivi fondamentali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *